Le Miniere di Sale di Bex - L'origine del Sale delle Alpi

 

La prossima visita alle Miniere di Sale di Bex

Novità 2016

Visite estive serali

Per approfittare al massimo dell'estate, avete la possibilità di seguire una delle nostre visite serali, i mercoledì alle ore 18.30, dal 6 luglio fin al 24 agosto.

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"Chilometri di gallerie sotterranee, un treno nella montagna... Per una volta i bambini sono rimasti a bocca aperta !"

Christelle, madre di due bambini

Cosa fare alle Miniere di Sale di Bex ?

Visita

Un concentrato di avventura e di storie. 
Le Miniere di Sale di Bex rappresentano oggi un immenso labirinto sotterraneo con alcuni chilometri aperti al pubblico. Un'attrazione unica in Svizzera ! Salite sul treno dei minatori e andate alla scoperta degli elementi più spettacolari e caratteristici delle varie tecniche di scavo utilizzate dalla prima galleria, risalente al 1684, fino ai giorni nostri. 

 

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Un pasto, un evento

Intendete organizzare un evento unico e sfavillante a 1500 metri sotto terra? Una conferenza, un seminario, una giornata di formazione, o magari un aperitivo, un pasto o una festa sono tutti eventi alla nostra portata. Vi faremo vivere un'esperienza fuori dal comune, lontana dalle preoccupazioni della vita quotidiana !

 

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TrekkMines

Per i più coraggiosi : partite all'avventura scoprendo le antiche gallerie al fuori dei tour tradizionali e potrete godere appieno dei racconti accattivanti delle nostre guide più esperte !

 

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Ripartire con un souvenir

Il chiosco delle Miniere di Sale propone un'ampia scelta di prodotti culinari con il marchio Sel des Alpes e di trattamenti per il corpo Saline de Bex Bien-Être. Cogliete al volo l'occasione per fare degli acquisti "Made in Bex" ! 

Aperto tutti i giorni tranne il 24 dicembre e l'1 gennaio. Per informazioni chiamare +41 24 463 03 30.

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La storia del Sale delle Alpi

Percorrete oltre 500 anni di storia, perseveranza, creatività, competenza, duro lavoro e passione presso le Miniere di Bex.

La storia della Salina di Bex e delle sue Miniere di Sale è direttamente correlata alla grande scoperta delle sorgenti saline nel Pays Vaudois nel XV secolo. Il sale all'epoca costituiva un bene raro, difficile da trasportare. Consentiva ai grandi del mondo di trarne vantaggio e potenza. E in effetti gli svizzeri, dato che non ne avevano a disposizione, erano dipendenti dagli altri paesi.

Tutto il sale

presente sulla Terra è d'origine marina. La sua presenza negli oceani è strettamente correlata alla formazione del pianeta 4.6 miliardi di anni fa e proviene da gas vulcanici e dall'erosione dello strato superficiale della crosta terrestre, la litosfera.

Fino alla

fine del Trias, circa 200 milioni di anni or sono, il territorio che sarebbe diventato Svizzera, era interamente ricoperto dal mare. Allorché il mare si ritirò, all'inizio del Giurassico, il sale attecchì nella roccia delle Alpi, conservando la sua purezza originaria lontano da qualsiasi contaminazione. 

Si registra la presenza del sale

nella regione di Chablais dal XV secolo.

Secondo la leggenda, un giovane pastore, Jean du Bouillet (soprannominato Bracaillon) portava le sue capre al pascolo verso Panex, vicino a Ollon, e al Fondement, sopra Bex. Per abbeverarsi, i suoi animali prediligevano decisamente l'acqua delle due sorgenti. Un giorno, per pura curiosità, il pastore provò a gustarla. Dato che la trovò salata, ne fece bollire un calderone pieno. Nel corso dell'evaporazione, l'acqua lasciò sul fondo un pizzico di sale. In realtà pare che il bestiame, amante del sale, prediligesse le sorgenti leggermente salate, sulla riva destra della Gryonne, in un luogo denominato Le Fondement.

Saranno i Bernesi, che nel frattempo avevano invaso la regione nel 1475, a sfruttare tali sorgenti, lievemente salate, mediante il processo di evaporazione. Cossero quindi la salamoia (ovvero l'acqua salata) in padelle sul fuoco a legna. Tale procedimento si protrasse per circa 200 anni.

 

Le prime saline

nei dintorni della miniera di Bex videro la luce a partire dal 1554. Tutti i tentativi di sfruttamento erano ancora di matrice artigianale. Soltanto nel secolo successivo furono intraprese delle attività che segnarono l'inizio dello sfruttamento su scala industriale.

Correva l'anno 1680

quando venne creata la Salina di Bévieux, l'unica ancora in attività al giorno d'oggi. 

A quell'epoca, dato che le sorgenti erano in declino, gli uomini incominciarono a scavare delle gallerie con l'idea di svuotare l'immenso serbatoio riempito d'acqua salata, che immaginavano si trovasse nella montagna. Un labirinto di pozzi, scale e gallerie fu oggetto di perforazione per più di un secolo. Questo lavoro gigantesco venne realizzato con il martello, lo scalpello e con la polvere da sparo. Corrono voci, stando a una comunicazione del 1686, che si facesse ricorso a dei prigionieri a fianco dei normali lavoratori. Tale situazione avrebbe causato delle tensioni fra le due categorie di minatori. Se da una parte la presenza dei prigionieri sembra trovare conferme, occorre rilevare che nessun bambino ha mai partecipato a queste attività. 

Il Governo bernese si prese carico dello sfruttamento nel 1685

Tra il 1684 e il 1691 venne realizzato un abbassamento di grande importanza : il piano del Coulat. Una galleria di base, detta Principale del Coulat, fu scavata partendo dalla riva sinistra della Gryonne. Occorreva perforare un tunnel di 700 metri fino al Cilindro. I responsabili della miniera pensavano si trattasse di un serbatoio con la preziosa acqua salata, al quale era attribuita, senza una ragione particolare, una forma cilindrica.

Per accelerare l'operazione, fu deciso di scavare una scala per ottenere un circuito di aerazione. Questa perforazione in discesa era un'operazione ardua e pericolosa per i minatori, i quali dovettero scavare sotto i loro piedi, senza luce, con piccole lampade a olio e con un'aerazione insufficiente. In seguito occorreva risalire con i detriti sulla schiena. All'epoca, avanzavano in media di 4 metri al mese, nel caso di una galleria orizzontale, mentre la distanza percorsa sulla scala era nettamente inferiore. Quella del Coulat detta 'Scala Rovinata' possedeva 458 scalini.

Nel 1725,

Isaac Gamaliel de Rovéréa,  l'allora direttore delle Miniere, decise di realizzare un'operazione più audace. Il suo progetto era di scavare una galleria che partiva dal 'Bouillet'.
2 chilometri separavano il punto di partenza del famoso Cilindro. Un secondo intervento prese le mosse da quella scala di 735 gradini. Tuttavia il governo bernese, allarmato per l'ampiezza dei lavori e per la loro durata, decise di chiudere il cantiere. All'epoca, furono scavati 202 metri di galleria e la Grande Scala venne terminata. Il governo si attenne a questa decisione dopo aver consultato un ingegnere sassone, il barone di Beust, che prevedeva lo scavo del pozzo per testare il Cilindro. Queste nuove esperienze furono deludenti. La salinità sembrava essersi abbassata. Il futuro della miniera era incerto, a tal punto che Berna pensò di chiuderla.

Nel 1768, il figlio di De Rovéréa riprese i piani del padre e salvò il sito una prima volta. In questo periodo, gli specialisti capirono che il Cilindro era uno strato di scisti e di arenaria scura, subverticale, la cui forma non era cilindrica. Il signor De Rovéréa propose di costeggiare questo strato con una galleria da dove sarebbero dovute partire delle trasversali. La prima di queste permise di scoprire una buona sorgente d'acqua salata. Gli altri due tentativi permisero di alimentare le saline per più di 60 anni.

Dal 1811,

con l'arrivo di un nuovo protagonista, Jean de Charpentier, riprese lo scavo della galleria di Bouillet. I lavori durarono 12 anni. Un rilevante ammasso roccioso (la tasca del Coulat) vide la luce e vennero realizzati una serie di gallerie e due dissalaggi. Lo sfruttamento degli ammassi rocciosi venne effettuato attraverso delle carriere sotterranee sovrapposte. Questi blocchi venivano trasportati in alcune sale suddivise a gruppi di due o tre : i dissalaggi. Era proprio in tale luogo che il sale veniva messo in soluzione grazie alla lisciviazione dei blocchi. La salamoia veniva portata a saturazione con un sistema di rotazione. In seguito le salamoie sature venivano portate alla Salina del Bévieux attraverso dei tubi costruiti con tronchi di larici. Tuttavia tale modalità di sfruttamento era onerosa ed esigeva la presenza di molti minatori. Il sale di Bex non poteva competere con il sale straniero fino a quando non divenne possibile il trasporto su rotaia. 

Durante la Rivoluzione, che permise agli abitanti di Vaud di riconquistare la loro regione, le difficoltà continuavano a persistere. A Basilea nel 1836 furono scoperti dei giacimenti importanti di sale quasi puro, il cui sfruttamento era più semplice di quello praticato a Bex. Nel 1865, gli abitanti di Vaud pensarono di chiudere la miniera perchè veniva ritenuta poco redditizia. 

Dal 1867, i cittadini di Bex si uniscono per salvare la lora industria. Quattro di loro, i Signori Grenier, Chappuis-Veillon, Beauverd e Laurent crearono la 'Compagnie des Mines et Salines de Bex', e inaugurarono un nuovo metodo di sfruttamento, volto ad allagare le sale e le gallerie esistenti. L'acqua infiltrata un po' ovunque si trasformò in salamoia. Il pompaggio della stessa risulterà sufficiente. A poco a poco, le nuove tecniche e la modernizzazione avranno un impatto ugualmente sulla salinatura e renderanno la miniera più redditizia e il lavoro più agevole. Ma questa euforia non durerà molto…

Verso il 1877, le stufe saranno abbandonate per essere sostituite da una nuova tecnica : la salinatura per termocompressione con l'apparecchio Piccard (battezzato con il nome del suo inventore, direttore ai tempi della Cartiera di Bex), realizzato a Bex. Questo sistema, perfezionatosi con il passare del tempo, è ancora utilizzato oggi in tutto il mondo. Funziona secondo lo stesso principio delle pompe di calore. La salamoia è portata ad ebollizione grazie al vapore prodotto dalle caldaie. Questi vapori sono compressi, il che porta ad aumentare la loro temperatura, per poi essere rinviati all'evaporatore e utilizzati come riscaldamento. Tutto ciò viene eseguito a circuito chiuso.

Recuperando il caldo contenuto nell'acqua evaporata, questa nuova tecnica ha contribuito a notevoli risparmi di energia. Dal 1867 al 1913, le due 'tasche' del Coulat e del Bouillet hanno fornito 164'486 tonnellate di sale. In un secolo e grazie ai differenti procedimenti utilizzati, la produzione della Salina si è decuplicata mentre il consumo di energia è stato ridotto di più di dieci volte.

Nel 1917

si registra un fatto importante : la Société Vaudoise des Mines et Salines de Bex sostituisce l'antica Compagnia. La metà del capitale in azioni è attribuito allo Stato, il quale rinnova la concessione fino al 31.12.1969.

Vale la pena sottolineare che nel 1924 le normative del cantone di Vaud impongono l'introduzione dello iodio nel sale.

L'avvento delle trivellatrici, dal 1924,  permetterà di salvare la Miniera. Utilizzate in un primo tempo per la prospezione, le perforazioni permetteranno in seguito (dal 1960) il dissalaggio della roccia per iniezione, tecnica utilizzata ancora oggi.

La Miniera di sale di Bex non è stata risparmiata dagli incidenti causati dal 'Grisou' (gas di miniera). Esistono degli strumenti sicuri volti a segnalare la presenza di questo gas inodore e pericoloso, in grado di esplodere alla minima scintilla.

Nel 1943 si procede all'attivazione della centrale elettrica presso la Salina.

La commercializzazzione del sale venne compiuta in primo luogo dallo Stato di Vaud. Nel 1997, tale incarico e il prelievo dei diritti di riscossione (tassa sul sale) vennero affidati alla Società di Vaud della Miniera e della Salina di Bex.

Nel 2002

La società cambia la sua ragione sociale per assumere la denominazione odierna Saline de Bex SA. Al contempo è stata creata la Fondazione delle Miniere di Sale di Bex, incaricata della promozione del sito turistico e della tutela dello straordinario patrimonio sviluppato da generazioni grazie alla determinazione, alla creatività e al coraggio dei pionieri del sale in Svizzera. Nel 2014, la società Saline de Bex SA aderisce al gruppo Salines Suisses SA, garante dell'approviggionamento di sale in tutta la Svizzera.

 

Visitatori illustri

Nel corso dei secoli le Miniere di Sale di Bex sono state visitate da ospiti illustri, tra cui Jean-Jacques Rousseau nel 1754 e Alexandre Dumas che vi si recò il 28 settembre 1832. Egli percorse a piedi il tragitto effettuato in treno prima di salire le Grand Escalier (Grande Scala), di visitare la Chambre de la Roue (Camera della Ruota) e di uscire facendo gli scalini di Escalier Ruiné (Scala Rovinata). Durante il primo esilio di Napoleone all'Isola d'Elba, anche l'imperatrice Maria Luisa ha percorso a piedi le Miniere. Il Grand Réservoir (Gran Serbatoio) reca il suo nome in omaggio al suo passaggio.

Alexandre Dumas (1802 -1870)

Alexandre Dumas ha 30 anni quando visita le Miniere di Sale di Bex.

È il 1832. Le sue opere teatrali 'Enrico III' e 'La Torre di Nesle' gli hanno recentemente conferito grande notorietà. Dopo aver lasciato Parigi per sfuggire all’epidemia di colera che aveva colpito la città e al termine di un entusiasmante viaggio in diligenza, il giovane scrittore giunge ai piedi dei Dents-du-Midi.

Un minatore lo conduce nel cuore della terra: là, il colosso dai capelli crespi (ereditati dalla nonna che era una schiava haitiana) si dimostra meno coraggioso dei suoi 'Tre Moschettieri' !

Alexandre Dumas descrive con grande umorismo questa sua avventura. Racconta di avere sceso le scale aggrappandovisi "come uno scarabeo su filo d'erba", di aver domandato alla guida quando sarebbe finito lo scherzo e di avere fatto cadere la sua lampada seguendola poi con lo sguardo 'finché il rumore sordo provocato dal suo contatto con l’acqua gli ha indicato di essere arrivato alla meta''.

Rivivete le sensazioni dell’illustre scrittore partecipando a TrekkMines !

Imperatrice Maria Luisa (1791 - 1847)

Dopo aver raccolto i suoi capelli biondi in un cappuccio nero, l’imperatrice Maria Luisa d’Austria entra nelle Miniere di Sale di Bex ...

'Un minatore con una torcia in mano la precede nel cunicolo sotterraneo...'

Alla fine di un pozzo profondo, la giovane donna scorge un’ampia sala le cui pareti ricoperte di cristalli di gesso si riflettono in un lago salato.

In quel luglio del 1814, dinanzi all’audacia di questa sala lavorata dalla mano dell’uomo, Maria Luisa per un momento non pensa più a suo marito Napoleone, esiliato nell’isola d’Elba, e al suo bambino (che i Francesi chiamano l’Aquilotto).

Condividete l’emozione della giovane imperatrice visitando Réservoir Marie-Louise !

Sel des Alpes, il sale puro delle cime

PREZIOSO, UNICO, RISPETTOSO

Le preziose pepite di oro bianco, rimaste intatte e pure da oltre 200 milioni di anni vengono estratte dallo scrigno della roccia nel rispetto dell'ambiente. Lo sviluppo sostenibile rientra nel DNA della Saline de Bex. Le certificazioni da parte di organismi indipendenti rappresentano un riconoscimento dei nostri continui sforzi in questa direzione. 

 

Gli impegni della Saline de Bex

  • Certificazione EcoEntreprise
  • Il Sel des Alpes in un pacco da 1kg e 500g è Campione CO2 (climatop)
  • I Sels aux Herbes Bio recano l'etichetta Bourgeon BIO
  • La nostra centrale idroelettrica è certificata

 

 

L'origine del Sale delle Alpi

Da oltre cinquecento anni il Sale delle Alpi viene estratto dallo scrigno della roccia delle Miniere di Sale di Bex, mediante il suo scioglimento nell'acqua della sorgente proveniente dai ghiacciai. I preziosi cristalli conservano in tal modo tutta la loro purezza e ricchezza minerale. 

Trasporto dell'acqua pura dei ghiacciai alle Miniere di Sale

L'acqua dei ghiacciai di Azeindaz e di Diablerets si compone innanzitutto di una neve di purezza assoluta, accumulata fin dall'era dello Pleistocene, ancor prima di qualsiasi attività umana, e preservata sotto forma di ghiaccio da migliaia di anni. Non appena essa ritrova la sua fluidità, essa viene trasportata verso le Miniere di Sale di Bex, ove l'attende un nuovo destino. 

Estrazione del Sale delle Alpi dalla roccia salifera

Una tappa importante riguarda la perforazione della vena salifera. Una volta effettuato il sondaggio geognostico, si introduce un tubo di 5 cm di diametro su tutta la profondità del sondaggio. Il tubo viene perforato su tutta la sua lunghezza. All'interno del tubo si introduce un secondo un po' più stretto perforato a sua volta sulla parte inferiore. È in questo tubo interno che viene iniettata sotto pressione l'acqua della sorgente di origine alpina. Infiltrandosi nella roccia, l'acqua scioglie progressivamente il sale presente nella roccia su un raggio di 400 metri. In tal modo l'acqua sotto pressione, non avendo alcuna via di fuga, risale tramite il tubo esterno sotto forma di salamoia (acqua salata). 

La salamoia grezza estratta in tal modo dalla montagna viene convogliata attraverso una condotta alla Saline de Bex, a un livello inferiore. Con 300 grammi di sale al litro, la soluzione è prossima alla saturazione (ossia il massimo del sale sciolto che può contenere l'acqua prima di ricristalizzare e di diventare non transportabile).

Salinatura mediante termocompressione

La salinatura è un processo volto a recuperare il sale contenuto nella salamoia. Fin dall'inizio dello sfruttamento delle Miniere di Bex, si recuperava il sale con l'evaporazione. Nel corso dei secoli le tecniche sono decisamente migliorate. La termocompressione ha sostituito il fuoco degli inizi. La termocompressione è stata messa a punto alla Saline de Bex da Antoine-Paul Piccard (il pro pro-zio di Bertrand Piccard). Rivoluzionaria per l'epoca, questa tecnologia ha consentito dei risparmi significativi di energia rispetto all'evaporazione ignigena (con il fuoco). La bassa quantità di energia necessaria per il processo viene ad oggi garantita dalla nostra centrale idroelettrica sull'Avançon, dotata della certificazione naturmade basic.

Confezionamento dei cristalli

Una volta recuperato il sale, esso viene fatto meticolosamente essiccare per eliminare qualsiasi residuo di umidità prima di essere pesato e inserito direttamente nelle confezioni che ritroverete sugli scaffali delle drogherie. 

Terra Salina

Il progetto Terra Salina mira a valorizzare l'offerta del patrimonio culturale e paesaggistico alla base dell'identità dell'arco giurassiano. I coorganizzatori, la Saline Royale d'Arc-et-Senans, la Regione Yverdon-les Bains e i loro partner La Grande Saline de Salins-les-Bains e la Fondazione delle Miniere di Sale di Bex promuovono una serie di tour multimediali (itinerari pedestri, ciclabili, equestri, trasporti pubblici) attorno a un elemento fondamentale del nostro patrimonio transfrontaliero, quale rappresenta il sale.

terrasalina.eu

Per maggiori informazioni qui (solo in francese)

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